Prima di agire sarebbe meglio confrontarsi con amici e parenti per entrare a conoscenza di un loro parere e trarne le giuste valutazioni. Questo vale soprattutto quando si ha intenzione di compiere un grande passo come quello di stipulare un mutuo. Ecco 10 consigli da tenere a mente.
1. AGENZIA IMMOBILIARE
Prima di firmare una qualsiasi proposta d’acquisto bisognerebbe sempre far inserire al proprio agente immobiliare una clausola che porta il nome “Proposta vincolata all’accettazione del mutuo”. Questa clausola vi permetterà di non perdere l’acconto versato all’agenzia immobiliare nel caso in cui la vostra documentazione non sia accettata dalla banca creditrice e quindi il mutuo non vi sia concesso.
2. ANALIZZARE IL MAGGIOR NUMERO DI OFFERTE POSSIBILI
Per scegliere un mutuo bisogna riferirsi, prima di tutto, alle esigenze che si hanno e trarne le giuste valutazioni. Dopo è necessario cercare una banca che offra un servizio e delle offerte che fanno al caso proprio e delle proprie esigenze. Da questo punto deriva il consiglio di non partire in quinta e stipulare un contratto di mutuo con la prima banca con un’offerta che sembra buona. Fare diversi preventivi e confrontarli è il modo migliore per fare la scelta più giusta. Oggi questo confronto è effettuabile on line.
3. TASSO DI INTERESSE
Ricordarsi che il tasso non è un valore personalizzato dalle banche, ma è un valore fisso determinato da due componenti che sono L’Euribor e lo Spread. Il primo non è modificabile in quanto stabilito dal mercato. Lo Spread ( = guadagno della banca ) è invece un elemento trattabile a maggior ragione se il mutuo che si richiede è inferiore del 70% del valore dell’immobile.
4. TASSO D’INGRESSO E TASSO A REGIME
Informarsi sempre dal consulente bancario se il tasso che viene proposto è a regime o d’ingresso. Il motivo è semplice : molte banche propongono un tasso d’ingresso che risulta essere sempre di percentuale bassa solo per pubblicità, per attirare più clienti. Il tasso d’ingresso resterà basso solo per un breve periodo iniziale, poi aumenterà con una soglia almeno di un punto e mezzo.
5. TASSO DI EROGAZIONE
L’erogazione del mutuo avviene a distanza di 40 massimo 50 giorni dalla presentazione della richiesta; dato da tenere in conto quando si stabilisce la data per il rogito.
6. DONAZIONE
Un’informazione da tenere in conto è che la maggior parte delle banche respinge richieste di mutuo se l’immobile in questione è pervenuto al soggetto richiedente per donazione. Questo avviene perché le donazioni possono essere impugnate da eredi legittimi se essi si sentono defraudati dalla donazione. Questo può avvenire fino ai 10 anni dalla morte del donatore.
Il rifiuto della banca è un modo per difendersi da una grave perdita in quanto se accadesse ciò che è sopradescritto, l’ipoteca perderebbe ogni suo valore.
7. PUBBLICITA’
Non fidarsi mai delle pubblicità che “offrono a gran voce” tassi davvero bassi. Spesso si sente parlare di mutuo a tasso zero, ma in realtà non è vero perché sul capo di ogni mutuo pende sempre un interesse da pagare. Le cose eclatanti spesso nascondono sotto sotto sempre una trappola. Diffidate!
8. ESTINZIONE MUTUO ANTICIPATA
Nel caso che si voglia estinguere anticipatamente un mutuo non esistono penali da pagare. Questo è possibile dal 2006 in poi grazie al decreto Bersani sulle liberalizzazioni.
9. CONTARTTO DI MUTUO
Il contratto di mutuo si presenta sempre come un qualcosa d’incomprensibile quindi è sempre bene richiedere, tempo prima della stipula, una copia sia di esso che delle condizioni generali in modo tale da poterlo leggere con calma. Per qualsiasi chiarimento sul documento di contratto esiste la possibilità di rivolgersi al notaio oppure alle associazioni dei consumatori che faranno luce su ogni dubbio.
10. IMPORTO DEL MUTUO
Non è un elemento facile da stabilire e non segue delle regole fisse. Prima di tutto bisogna presentare alla banca una documentazione valida e ottima per credenziali per far sì che essa conceda il mutuo. Inoltre va tenuto conto che le banche concedono mutui in cui la rata non sarà mai superiore al 35%, massimo 40%, del reddito familiare totale.
















